L’olio extravergine di oliva Terre Caudine deriva esclusivamente dalle coltivazione di olive prodotte dai nostri uliveti a Sant’Agata de’ Goti in contrada San Pietro. Gli uliveti sono a circa 200 metri di altitudine ai piedi del monte Taburno nel Parco Regionale Taburno – Camposauro. Sono presenti le varietà di cultivar autoctone del Sannio Beneventano, in prevalenza l’Ortice, la Racciopella e Ortolana. Al momento gli uliveti contano circa 500 piante di olivo, di cui la metà sono piuttosto giovani e piantate meno di 10 anni fa.
Ortolana
Conosciuta anche come Melella e Bella di San Lorenzo Maggiore è molto diffusa nella zona collinare della Valle Telesina è apprezzata per le eccellenti caratteristiche organolettiche attribuite dagli olivicoltori all’olio da essa ottenuto. La pianta ha vigoria medio-elevata e può superare anche i 6 metri di altezza. La cultivar “Ortolana” è un olivo tipico del Sannio, in Campania, le cui caratteristiche principali includono un frutto di forma quasi sferica, una polpa bianca che si stacca facilmente dal nocciolo, rendendolo adatto sia per l’olio che per le olive da mensa. L’lio prodotto è un fruttato leggero, bilanciato tra amaro e piccante, con note di carciofo, mela verde e mandorla, ed è apprezzato per l’alto contenuto di polifenoli. La pianta ha vigoria media-bassa, portamento con rami fruttiferi lunghi e penduli, e un’ottima adattabilità alle condizioni del territorio sannita.
Racioppella
E’ una cultivar diffusa in tutta l’area sannita con grande varietà di sinonimi. È una varietà molto produttiva e costante nella produzione. Infatti, in genere non alterna, ma nelle annate avorevoli si verifica una maturazione precoce dei pochi frutti prodotti che cadono. Diffusa nel beneventano e soprattutto nel Comune di Guardia Sanframondi, ove è la varietà maggiormente coltivata. E’ una varietà apprezzata soprattutto per la costante produttività, per la qualità dell’olio e non tanto per la resa, che è intorno al 10- 12%. La pianta ha uno sviluppo medio, con foglie lanceolate strette di colore verde scuro. I frutti sono piccoli e ovali, di dimensioni varie e diverso grado di maturazione, riuniti a grappoli, con colori vari che vanno dal verde chiaro al viola, con polpa bianca. E’ chiamata con nomi differenti, tra cui “Ansertarella”, per i grappoli di drupe distribuiti sui rami in serie, “Rappocella”, perché le olive sono sempre raggruppate a grappolo, Spruarella”, perché durante la raccolta delle olive il movimento delle mani ricorda quello che si effettua durante la mungitura. E’ ritenuta autoincompatibile, ma la sua costante e abbondante produzione inducono a considerarla autocompatibile. Tale fenomeno in loco è indicato con il termine ‘fava cotta’. E’
resistente alla mosca, alla rogna, all’occhio di pavone, alle basse temperature e alla siccità.
Ortice
Conosciuta con grande varietà di sinonimi (Olivona, Iessana, San Giorgio, Testicolo di Gallo, ecc.) è diffusa quasi esclusivamente nell’area del beneventano con maggior concentrazione nelle zone di media ed alta collina, dove, pur apprezzata per le eccellenti caratteristiche dell’olio, è utilizzata anche come oliva da mensa. Cultivar a duplice attitudine, ultimamente il destino è principalmente per la produzione di olio, vista la grande richiesta sul mercato di questo prodotto. La resa in olio è tra il 15/18 %. La pianta di media vigoria, risulta sensibile alla rogna è all’ occhio di pavone, resistente al freddo ben si è adattata nelle colline Beneventane. L’olio che si estrae da queste olive è caratterizzato da sensazioni di fruttato di medio /alta intensità, sensazioni vegetali intense e note aromatiche accentuate. Oltre al sentore di foglia di ulivo e di
erba fresca, spicca la nota di foglia di pomodoro intensa e persistente. Amaro e piccante decisi ma che ben
si uniscono a tutte le note aromatiche.